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L’isola senza tempo


Biagio dovrebbe partire per un viaggio con l’amato Andrea, un medico sposato e padre dalla doppia vita. All’aeroporto, però, riceve una chiamata dalla casa di cura in cui il padre Marcello è ricoverato per la demenza senile: è peggiorato ed è stato portato in ospedale. Biagio e Andrea decidono di risalire in macchina e tornare indietro. All’ospedale Marcello è stranamente lucido e in forma, al punto che propone a Biagio di fare un giro sull’Isola Senza Tempo, un luogo immaginario di cui gli raccontava sempre quando lui era piccolo. E i due sull’Isola ci vanno davvero.
Che ci fa lì, Biagio, e che significato ha l’Isola?
In una storia sospesa tra realtà e fantasia, il protagonista dovrà fare i conti con la propria esistenza e con i segreti che hanno tenuto insieme la sua famiglia, fino all’epilogo che stravolgerà le sue e le nostre certezze.

Abbiamo bisogno di storie. Racconti che ci avvolgano, parole che diffondano emozioni, pagine che ci uniscano.

Questo e molto altro è quello che ci regala questo romanzo trasportandoci al di fuori della realtà per poi farci riaprire gli occhi, intessendo la narrazione con morbidezza e intensità.

È il romanzo della vita, quello che ciascuno di noi scrive ogni giorno, quello che parla di noi, delle nostre ferite e dei nostri sorrisi, del nostro passato e della nostra speranza per il futuro. Abbandono e ricordo, scoperta e ritrovamento, un percorso che viene vissuto dai protagonisti, ma che in realtà racconta di noi.

Un romanzo che ci ricorda quanto la narrazione sia essa stessa vita, nel racconto riemergono persone ed emozioni che grazie alle parole diventano eterni.

«In realtà, sai… le storie non iniziano e non finiscono.»
«E che fanno?»
«Le storie si aprono.»
«Come le porte?»
«Sì. E continuano. Perfino quando sembra siano finite. O finiscono quando sembra che stiano cominciando.»

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