Pubblicato in: Recensioni

Esoscheletro distopico di Giuseppe Foderaro

«Lo sai meglio di me come funziona. Se non ci si adegua all’ambiente, segue la morte, il declino. E l’estinzione.»

Giulio Ferraro ha sempre desiderato fare l’archeologo per scoprire qualcosa di inaspettato e stupire il mondo, ma di fatto si accontenta del posto mediocre di ricercatore universitario, trascinando le sue giornate sempre uguali in una routine rassicurante e sterile. Un giorno viene contattato da Clarissa Liegi, giovane leva della zoologia, che richiede la sua consulenza su alcuni strani resti ritrovati in un sito archeologico dello Yemen. La Mezzaluna Fertile nasconde un segreto che potrebbe rappresentare per entrambi una svolta inaspettata, ma la situazione politica internazionale è instabile e non consente un sopralluogo in situ.

Riuscendo a smuovere l’anziano professor Romero, indiscusso capobranco della comunità scientifica, dalle sue inveterate abitudini e a fare breccia nel suo cinismo, ricorderanno a tutti quanta differenza passa tra la scienza teorica e le prove sul campo.

“[…] per sapere che caspita ci facciamo tutti quanti al mondo, e soprattutto da dove siamo venuti, non serve a niente tuffare il naso nei libri. Occorre immergersi nei calanchi, lì dove tutto è cominciato, in quelle terre aride trafitte da forre e da gole, tra il rosso terra di Siena, il giallo mandarino, e i sedimenti color crema che contano quasi quattro milioni di anni. Qualsivoglia teoria ci si trovi a sostenere, la risposta va cercata in quel periodo affascinante e ancora sconosciuto nella storia dell’uomo. Perché è da lì che siamo venuti. Ed è lì che tutto è cominciato.”

Un romanzo? Un saggio? Leggere il nuovo libro di Giuseppe Foderaro è di certo un’esperienza letteraria che ogni lettore vorrebbe vivere almeno una volta nella vita. Perchè se è vero quello che ci dice Peter Mendelsund: ” …per me i libri migliori sono così: li attraverso rapidamente in macchina, ma di tanto in tanto devo rallentare e accostare, per guardarmi intorno rapito. Libri così sono fatti per essere riletti” questo è proprio uno di quei libri che vuoi divorare e allo stesso tempo assaporare per poi infine tornare a rileggere, a rivivere.

Il primo punto da sottolineare è la scrittura, sapete che è una delle cose per me fondamentali quando si parla di letteratura. Questo romanzo è scritto mirabilmente. C’è ricercatezza, attenzione, ma allo stesso tempo semplicità (niente manierismo, nonostante alcuni momenti del racconto richiedano l’uso di termini specifici relativi al contesto scientifico trattato). Tanta bellezza letteraria nella scrittura dell’autore che di certo definisce il peso della storia.

Definirlo un romanzo è poco, perchè all’interno troviamo tantissimi elementi letterari che ci riconducono alla saggistica e al giornalismo d’inchiesta.

L’intreccio, la caratterizzazione dei personaggi, le ambientazioni sono finemente curati per raggiungere però uno scopo diverso da quello classico del romanzo per cui il lettore interseca tutti i pezzi del puzzle per arrivare alla fine e svelare tutto; qui non abbiamo solo questo, tutto il percorso è il vero arricchimento per chi legge, perchè lo porta non solo a seguire i collegamenti storico-politico-sociali narrati, non solo il percorso temporale degli studi di archeologia e paleontologia e delle discipline che ne fanno da cornice di studio, ma soprattutto lo porta a visualizzare un grande manifesto dell’umanità, della sua evoluzione a tutto tondo. (Impossibile non pensare alla trilogia di Yuval Noah Harari.)

Quanto vorrei milioni di libri così. Libri del genere arricchiscono il lettore e lo appagano totalmente. Son quei libri per i quali ti ritrovi in piena notte a “googlare” luoghi, teorie e ricerche perchè hai sete di sapere, di approfondire, di andare oltre.

Da leggere e regalare, perché tutti dovrebbero averlo nella proprio libreria. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di fermarsi a riflettere sul passato per capire il presente e progettare il futuro.

Autore:

Fondatrice Blog Il Punto sui Libri

Un pensiero riguardo “Esoscheletro distopico di Giuseppe Foderaro

I commenti sono chiusi.